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giovedì 14 novembre 2019

Torna l'amianto ai Cantieri Navali di Palermo... gli operai "invitati" a stare zitti!

Amianto alla Fincantieri, arriva la conferma: materiale cancerogeno sulla Star breeze

Dalle analisi richieste dall'azienda ne è emersa la presenza in alcuni componenti della nave. Tute blu al lavoro solo nella nuova sezione da 26 metri. I sindacati: "Chiesta mappatura dei lavoratori che potrebbero essere stati esposti". Commessa multimilionaria a rischio slittamento


06 novembre 2019 17:00

L’amianto a bordo della Star breeze c’è e dopo l’area della poppa anche a prua sono stati circoscritti e interdetti negli scorsi giorni tre ponti e la sala macchine. Sono arrivati i risultati delle analisi eseguite per scoprire la composizione chimica del materiale sospetto rinvenuto a bordo della nave arrivata alla Fincantieri per l’allungamento dello scafo con l’inserimento di una nuova sezione da 26 metri. In allarme i sindacati che hanno rotto il silenzio e chiesto una mappatura completa delle ditte e delle persone che sono salite a bordo. Per più di tre settimane infatti oltre un migliaio di operai ha lavorato all’interno dell'imbarcazione da crociera tagliata pezzo per pezzo. Intanto l'azienda avrebbe dato incarico a due ditte per avviare la bonifica.

La nave che si trova per ora al "molo 400 mila" è stata costruita nel 1989 all'interno dei cantieri tedeschi di Bremerhaven e fa ora parte della flotta dell’armatore americano Windstar cruises. Come tanti colossi del mare costruiti fra gli anni ’70 e ’80, sulla Star breeze le opere di coibentazione (tecnica per isolare due sistemi aventi differenti condizioni ambientali ndr) venivano eseguite utilizzando l’amianto, oggi sostituito in molti casi dalla più innocua lana di vetro. Dal 7 ottobre la nave è stata portata in secca e in poche ore sono iniziati i lavori delle tute blu che per legge devono essere preceduti dalle verifiche di ingegneri, chimici e altri specialisti.
In quella fase nessuno si sarebbe però accorto della presenza dell’amianto e da quel giorno circa 1.500 operai - divisi per squadre e turni, ciascuna con compiti diversi da realizzare in parti diverse della nave - hanno lavorato dentro la Star breeze. “Senza i filtri adeguati non è possibile proteggersi dalle fibre di amianto e quelli che utilizziamo al massimo vanno bene per polvere e anidride carbonica”, dicono alcuni di loro. Per venti giorni avrebbero segato e saldato parti dello scafo senza sapere quali particelle avrebbero liberato nell’aria. Poi la scoperta che sarebbe stata fatta da qualche operaio.
Prima della notizia pubblicata su PalermoToday lo scorso 30 ottobre la Fincantieri aveva comunicato di aver “già informato l’Asp e la Capitaneria di porto e richiesto analisi ad hoc sul materiale. Parallelamente - spiegava l’azienda in quell’occasione - abbiamo provveduto a isolare la zona interessata e a metterla in sicurezza, sospendo anche tutte le attività in quell’area che è comunque limitata e dove è stata effettuata una resinatura della parte in cui è stato rinvenuto questo materiale per evitare un’eventuale dispersione nell’ambiente”.
Dopo la poppa altri tre ponti della prua sono stati circoscritti così come la sala macchine (nella foto la sezione dei locali del ponte 2 dove si trovano “prese mare”). Un intervento a scopo precauzionale che si è reso necessario quando il personale della Fincantieri si sarebbe reso conto che il problema poteva essere ancora più esteso. Sino a nuove disposizioni dunque, come stabilito durante un incontro operativo di giovedì scorso, sarà possibile lavorare solo nella nuova sezione lunga oltre 20 metri che negli ultimi due giorni sarebbe stata saldata con la prua.
Stando a quanto riferito da alcune fonti interne all’azienda il ritrovamento dell’amianto, per cui servirebbe eseguire una bonifica che rischia di dure uno o due mesi, è stato oggetto di una riunione dai toni molto accesi durante la quale gli operai sono stati invitati caldamente a non portare all’esterno né informazioni né frammenti del materiale in questione. Per il resto sembrebbe che sulla vicenda sia calato il silenzio. L'azienda ha preferito non rilasciare altre dichiarazioni nemmeno alla stampa. Ditte e operai attendono di conoscere il loro futuro, anche perché sembrerebbe che nei prossimi mesi e prima della fine del 2020 dovrebbero arrivare ai Cantieri altre due navi come la Star breeze. L'imprevisto rischia di far slittare i lavori della commessa multimilionaria che i cantieri di Amburgo e Genova avrebbero rifiutato considerando pochi gli 8-10 mesi concessi per portare a termine il tutto (che a Palermo sarebbero diventati 4).
Le morti per amianto e la condanna della Cassazione
Nel 2014 la Fincantieri è stata considerata colpevole dalla Cassazione in relazione al decesso di 37 operai per patologie tumorali riconducibili all’utilizzo di fibre di amianto. La quarta sezione penale della Cassazione, una volta sopraggiunta per alcuni reati la prescrizione, ha confermato il verdetto della corte d’Appello di Palermo del 2012 e riducendo alcune condanne: 3 anni e 6 mesi a Luciano Lemetti, 3 anni e 1 mese a Giuseppe Cortesi e 2 anni, 7 mesi e 10 giorni ad Antonino Cipponeri.

giovedì 7 novembre 2019

[Marco Spezia] LINK A NEWSLETTERS TECNICHE SU SALUTE E SICUREZZA

IMPARARE DAGLI ERRORI: QUANDO SI UTILIZZANO TRABATTELLI NON IDONEI
Da Punto Sicuro
10/10/19
Di Tiziano Menduto
Esempi di infortuni dei lavoratori in relazione all’utilizzo di trabattelli. Incidenti nell’installazione di infissi, in attività di ristrutturazione e nelle operazioni di smantellamento di vecchie tubazioni. Le dinamiche degli infortuni e la prevenzione.
Nelle scorse settimane “Imparare dagli errori”, la rubrica di PuntoSicuro dedicata al racconto degli infortuni professionali, si è soffermata sui rischi e sulle dinamiche infortunistiche correlate all’uso dei trabattelli (chiamati anche ponti su ruote), torri mobili, costituite da elementi prefabbricati con uno o più impalcati di lavoro, che poggiano a terra attraverso delle ruote.
Torniamo a parlare anche oggi dei ponti su ruote soffermandoci in particolare su una delle cause ricorrenti di infortuni: l’utilizzo di trabattelli non idonei o non correttamente montati.
Come sempre i casi di infortunio presentati sono tratti dall’archivio di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
Questi i due argomenti affrontati nell’articolo:
gli incidenti nell’uso di trabattelli non idonei;
la scelta del trabattello e il manuale di istruzioni.
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IMPARARE DAGLI ERRORI: GLI INCIDENTI NEL SETTORE DELLA RISTORAZIONE
Da Punto Sicuro
17/10/19
Di Tiziano Menduto
Esempi di infortuni professionali dei lavoratori nel settore della ristorazione. Gli incidenti che avvengono nelle cucine in relazione all’utilizzo di attrezzature e al rischio elettrico. I suggerimenti per l’uso in sicurezza delle attrezzature di lavoro.
La stagione estiva ha visto, come ogni anno, un deciso incremento, dovuto al flusso turistico, delle attività nel settore della ristorazione. Tuttavia, non sono solo aumentate le attività e gli occupati, ma si sono moltiplicate anche le possibilità di infortuni e malattie professionali dovuti ai tanti rischi presenti nel settore, con particolare riferimento ai rischi correlati al lavoro in cucina.
Per questo motivo con “Imparare dagli errori”, la rubrica di PuntoSicuro dedicata al racconto degli infortuni professionali, ci soffermiamo oggi su alcuni degli infortuni avvenuti nel settore della ristorazione cercando di proporre anche qualche utile indicazione per la prevenzione.
Questi i due argomenti affrontati nell’articolo:
gli incidenti nel settore della ristorazione;
prevenire gli infortuni con le attrezzature di lavoro.
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SCELTA E MESSA A DISPOSIZIONE DELL'ATTREZZATURA
Da Punto Sicuro
18/10/19
Come scegliere attrezzature di lavoro sicure e adatte al compito da svolgere? Quali possono essere i vizi palesi e vizi occulti? Le indicazioni di INAIL per i datori di lavoro e il software per la sicurezza del macchinario.
Nella scelta dell’attrezzatura di lavoro il datore di lavoro deve tener conto non solo della tipologia del lavoro da svolgere, ma anche delle esigenze in termini di salute e sicurezza necessarie a tutelare i lavoratori che le utilizzano o che ne sono esposti.
Le attrezzature messe a disposizione dei lavoratori devono essere conformi a specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle Direttive comunitarie di prodotto (marcatura CE secondo il D.Lgs. 17/10).
Nel caso in cui la scelta dell’attrezzatura di lavoro sia avvenuta in assenza di disposizioni legislative e regolamentari di riferimento o prima della emanazione di norme legislative e regolamentari di recepimento delle Direttive comunitarie di prodotto, l’attrezzatura deve essere conforme ai requisiti generali di sicurezza di cui all’Allegato V del d.lgs. 81/08.
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IMPARARE DAGLI ERRORI: QUANDO UN TRABATTELLO NON HA PARAPETTI ADEGUATI
Da Punto Sicuro
24/10/19
Di Tiziano Menduto
Esempi di infortuni dei lavoratori in relazione all’utilizzo di trabattelli. Incidenti nel montaggio di una copertura, nella rimozione di coibentazione in amianto, nel posizionamento di plafoniere di illuminazione e nello smontaggio di uno stand.
Sfogliando le schede dell’archivio di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi, abbiamo rilevato, nelle scorse settimane, quanto siano ancora diffusi gli infortuni gravi e spesso mortali correlati all’utilizzo dei trabattelli o ponti su ruote. E nelle schede uno dei temi ricorrenti, tra i fattori causali degli eventi infortunistici, è l’inidoneità dei trabattelli per la mancanza di parapetti (o la presenza di parapetti inadeguati) destinati alla protezione contro le cadute dall’alto.
Per questo motivo il viaggio della rubrica “Imparare dagli errori”, dedicata al racconto degli infortuni professionali, attraverso gli infortuni nell’uso dei trabattelli, si sofferma oggi in particolare sulla carenza dei parapetti in queste torri mobili che poggiano a terra attraverso delle ruote.
Questi i due argomenti affrontati nell’articolo:
gli incidenti nell’uso di trabattelli senza parapetti;
l’importanza del corretto montaggio dei parapetti.
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DEFIBRILLATORI OVUNQUE: LEGGE IN ARRIVO
Da Studio Cataldi
24/10/19
Di Lucia Izzo
Entro fine anno il Senato potrebbe dare il via libero definitivo al provvedimento che punta alla maggior diffusione dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni.
Dopo il consenso unanime della Camera, anche il Senato si appresta a pronunciarsi sul Disegno di Legge recante "Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero".
Il provvedimento, da molti definito “una legge di civiltà”, mira a favorire la diffusione su scala nazionale dei defibrillatori, da Nord a Sud e in molti luoghi pubblici, con l'obiettivo di agire prontamente in caso di emergenze.
Complici i numerosi eventi di cronaca, che raccontano di decessi provocati da arresti cardiaci che un intervento quanto più immediato possibile avrebbe potuto evitare, il testo ha raccolto un ampio e pressoché unanime consenso parlamentare e per questo potrebbe presto giungere alla sua approvazione definitiva dopo aver ottenuto al Senato la sede deliberante in commissione Igiene e Sanità.
Contenuti dell’articolo:
legge defibrillatori a un passo dall'approvazione;
DAE nei luoghi pubblici;
Una applicazione per geolocalizzare i defibrillatori;
formazione e sensibilizzazione;
scriminante dello stato di necessità.
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LA GESTIONE DELLE EMERGENZE IN PRESENZA DI PERSONE DIVERSAMENTE ABILI
Da Punto Sicuro
28/10/19
Una linea guida fornisce informazioni su come favorire un’idonea evacuazione delle persone diversamente abili in caso di incendio. Le difficoltà, gli ostacoli, gli allarmi, le strategie, le porte e gli ascensori.
Nel 2012 a Titisee, a circa 40 Km a est di Friburgo, in Germania, 14 persone diversamente abili sono morte in un incendio in un laboratorio che accoglieva 120 persone. Questo grave incidente ci ha ricordato che se tutte le persone devono poter accedere agli ambienti di vita e di lavoro che compongono la società, ci si deve interrogare sulla loro sicurezza, anche in presenza di disabilità o limitazioni.
E perché, nel caso scoppi un incendio, le persone diversamente abili possano mettersi in salvo, in alcuni casi, è necessario adottare misure più severe di quelle previste dalle normative nazionali al fine di ottenere un livello di sicurezza accettabile.
Ad affermarlo e a fornire utili informazioni per l’evacuazione delle persone diversamente abili è una linea guida prodotta nel 2015 dalla Confederation of Fire Protection Association Europe, un’associazione europea di organizzazioni nazionali che si occupano di prevenzione e protezione dagli incendi e che hanno l’intento di facilitare e supportare il lavoro della prevenzione incendi nelle varie nazioni europee fornendo esempi di soluzioni e modelli condivisibili.
Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:
le linee guida sull’evacuazione in presenza di disabilità;
difficoltà e ostacoli per le persone diversamente abili;
indicazioni per una idonea evacuazione;
l’indice della linea guida CFPA
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LE SANZIONI PER IL LAVORO “IN NERO”
Da Studio Cataldi
29/10/19
Di Adriana Scamarcio
Lavoro “in nero”, l'azione contro il datore, le sanzioni previste sia per l'azienda sia per il lavoratore che risponde anche penalmente.
Occorre sottolineare, in primo luogo, che il lavoratore “in nero” è considerato a tutti gli effetti di legge un dipendente e, anche se non formalizzato, si considera esistente un contratto di lavoro.
In base a questo presupposto si possono applicare tutte le norme relative alla tutela del lavoratore in nero il quale gode degli stessi diritti e delle stesse garanzie del lavoratore assunto regolarmente.
Solitamente si ricorre a far causa per lavoro in nero per varie motivazioni, la prima in assoluto è quella relativa alla mancata corresponsione della retribuzione.
Questi i due argomenti affrontati nell’articolo:
lavoro in nero e azione contro il datore di lavoro;
sanzioni per il lavoro nero;
le sanzioni penali;
le sanzioni amministrative.
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VOGLIO UNA SCUOLA SICURA
Da Punto Sicuro
29/10/19
Di Paolo Pieri
Il 30 ottobre i Dirigenti scolastici italiani sono scesi in piazza a Roma per chiedere esplicitamente al Governo e al Parlamento di attivarsi al più presto per cambiare le norme in materia di sicurezza.
La recente sentenza di Cassazione che ha definitivamente condannato la Dirigente scolastica e il RSPP di una scuola a Sapri in provincia di Salerno, per un grave incidente avvenuto nel 2011 a uno studente che cadde da un lucernario, è stata l'ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso della rabbia disperata dei Dirigenti scolastici italiani che il prossimo 30 ottobre si sono riuniti a Roma per protestare contro l'impossibilità di garantire la sicurezza negli edifici scolastici da loro diretti nei termini in cui pare sia prescritto dal D.Lgs.81/08.
Si è trattato della protesta di Dirigenti dello Stato che esercitano la loro attività in edifici scolastici di proprietà degli Enti Locali (Comuni per le scuole del primo ciclo e Province o Città metropolitane per le scuole del secondo ciclo) e cioè degli Enti pubblici che ai sensi dell'articolo 3 della Legge 23/96 (Norme per l'edilizia scolastica) hanno la competenza di provvedere alla realizzazione, alla fornitura e alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici italiani.
Questa Legge è nata con l'obiettivo di assicurare alle strutture per l'uso scolastico uno sviluppo qualitativo e una collocazione sul territorio adeguati alla costante evoluzione delle dinamiche formative, culturali, economiche e sociali.
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IMPARARE DAGLI ERRORI: QUANDO CI SI INFORTUNA NELLE PULIZIE DI UN RISTORANTE
Da Punto Sicuro
31/10/19
Di Tiziano Menduto
Esempi di infortuni dei lavoratori nel settore della ristorazione. Infortuni avvenuti in attività di pulizia e di manutenzione: la pulizia del pozzetto di raccolta acque nei servizi igienici, la caduta da una scala e la disostruzione di un lavandino.
La cucina e gli ambienti adibiti alla ristorazione sono luoghi di lavoro ricchi di insidie legate non solo alla presenza di particolari attrezzature, ma anche ad alcune attività che presentano diversi rischi per gli operatori, come le attività di pulizia.
E per segnalare alcuni degli infortuni che avvengono durante le pulizie nel settore della ristorazione riprendiamo il nostro viaggio attraverso gli infortuni in questi ambienti con una nuova puntata di “Imparare dagli errori”, la rubrica di PuntoSicuro dedicata al racconto degli infortuni professionali.
Come sempre le dinamiche infortunistiche presentate sono tratte dalle schede dell’archivio di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
Questi i due argomenti affrontati nell’articolo:
gli incidenti nel settore della ristorazione e nelle attività di pulizia;
prevenire gli infortuni nell’industria alberghiera e della ristorazione.
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mercoledì 30 ottobre 2019

Palermo, si rompe un tirante in fabbrica: operaio perde una falange


E' successo all'interno di uno stabilimento dell'area industriale di Termini Imerese. Non è stato possibile riattaccarla
30 ottobre 2019
Un operaio ha perso una falange della mano mentre lavorava in fabbrica. La vittima, un ragazzo di 22 anni, è stata soccorsa. Lavorava nell'area industriale di Termini Imerese, in uno stabilimento dove vengono costruiti impianti navali e industriali. Sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri.

Secondo una prima ricostruzione si sarebbe rotto un tirante che sosteneva una lastra di ferro. Non è chiaro se sia stato il tirante a tranciargli la terza falange di una delle dita della mano destra o se la mano sia rimasta schiacciata sotto il pesante blocco di metallo. Il giovane operaio è stato portato in ambulanza al Civico di Palermo. "Sta bene - spiega un altro operaio - ma non è stato possibile riattaccare il dito nonostante i colleghi abbiano tenuto la falange sotto ghiaccio e l'abbiano consegnata agli operatori sanitari". Il 22enne è stato sottoposto a un intervento nel reparto di Chirurgia plastica dove i medici hanno stabilito per lui una prognosi di 10 giorni.
https://palermo.repubblica.it/cronaca/2019/10/30/news/palermo_si_rompe_un_tirante_in_fabbrica_operaio_perde_una_falange-239898102/

lunedì 21 ottobre 2019

Messina: Morto l’operaio ferito, espiantati gli organi


Infortunio a Messina
Morto l’operaio ferito, espiantati gli organi

È morto il messinese Salvatore Caponata, 56 anni, l’operaio dei cantieri Servizio, caduto dalla scala, lo scorso 10 ottobre, mentre stava pitturando una parete della scuola Cannizzaro-Galati. Saranno donati i suoi organi. Nove giorni senza mai riprendere conoscenza, nel reparto di Rianimazione, è stata dichiarata al Policlinico, la morte cerebrale e i familiari hanno deciso di donare gli organi. Si è rivelato fatale il trauma cranico riportato a seguito della caduta. La famiglia ha dato il consenso all’espianto degli organi.

GdS 20 ottobre ’19

martedì 24 settembre 2019

PER INFORMARSI SEMPRE MEGLIO E LOTTARE PER I PROPRI DIRITTI SULLA SALUTE E SICUREZZA... LE CONSULENZE DI SICUREZZA SUL LAVORO - KNOW YOUR RIGHTS!


marcospezia marcospezia@marcospezia.org
LE CONSULENZE DI SICUREZZA SUL LAVORO - KNOW YOUR RIGHTS!
Come sapete, uno degli obiettivi del progetto SICUREZZA – KNOW YOUR RIGHTS! è anche quello di fornire consulenze gratuite a tutti coloro che ne fanno richiesta, su tematiche relative a salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Da quando è nato il progetto ho ricevuto decine di richieste e devo dire che per me è stato motivo di orgoglio poter contribuire con le mie risposte a fare chiarezza sui diritti dei lavoratori.
Mi sembra doveroso condividere con tutti quelli che hanno la pazienza di leggere le mie newsletters, queste consulenze.
Esse trattano di argomenti vari sulla materia e possono costituire un’utile fonte di informazione per tutti coloro che hanno a che fare con casi simili o analoghi.
Ovviamente per evidenti motivi di riservatezza ometterò il nome delle persone che mi hanno chiesto chiarimenti e delle aziende coinvolte.
Marco Spezia
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COPERTURA INAIL IN CASO DI INFORTUNIO
Egregio ingegnere,
sono RLS di una azienda di igiene urbana.

martedì 20 agosto 2019

Sul lavoro si continua a morire in ogni giorno dell'anno... Randazzo, muratore precipita da terrazzo e muore

Randazzo, muratore precipita da terrazzo e muore

La vittima è Paolo Maio, indagano i carabinieri e l'ispettorato del lavoro
CATANIA - Un muratore di 46 anni, Paolo Maio, e' morto dopo essere caduto da una terrazza sovrastante il secondo piano di un'abitazione in via Marconi, a Randazzo. Stava effettuando dei lavori sul terrazzo di una casa di fronte alla sua ed e' precipitato da un'altezza di sei metri dopo avere perso l'equilibrio sulla scala su cui si trovava.

Gli operatori del 118 non hanno potuto che constatarne la morte. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Randazzo, la Polizia Municipale e l'Ispettorato del Lavoro per verificare le cause dell'incidente ma anche le condizioni in cui l'uomo stava effettuando i lavori.

sabato 3 agosto 2019

Nel silenzio generale aumentano le morti sul lavoro

L'unica "sicurezza" che vogliamo è quella nei luoghi di lavoro!

Inail: 482 morti sul lavoro in sei mesi, +2,8%

Aumentano le vittime rispetto al primo semestre dell’anno scorso, specie in Sicilia dove si sono registrati ben 16 casi in più. Crescono anche le malattie professionali. In lieve calo invece il totale delle denunce, pari a circa 320 mila

Sono state 482, 13 in più rispetto al primo semestre del 2018, le denunce di infortuni mortali sul lavoro da gennaio a giugno. Lo rende noto l’Inail, aggiungendo che in totale le denunce di infortuni nel primo semestre sono state in tutto 323.831 (-0,2% rispetto al 2018) e che nello stesso periodo risultano in lieve aumento le patologie di origine professionale denunciate (+354 casi), pari a un totale di 32.575.

A fornire i dettagli è la sezione “Open Data” del portale Inail, nella quale si scopre che a livello nazionale i dati sugli infortuni mortali rilevati al 30 giugno evidenziano sette denunce in più rispetto al 2018 per i casi avvenuti in occasione di lavoro (da 331 a 338) e 6 in più per quelli in itinere (da 138 a 144).

Dalla analisi territoriale emerge che l’aumento dei casi mortali riguarda l’Italia centrale e meridionale, mentre a livello regionale spiccano i 16 casi mortali in più denunciati in Sicilia e i 20 in meno in Veneto. Da sottolineare anche la presenza di 9 incidenti “plurimi”, espressione che indica gli eventi che causano la morte di almeno due lavoratori, con 23 vittime tra gennaio e giugno dell'anno scorso e 18 nei primi sei mesi del 2019, queste ultime tutte in ambito stradale.

Le denunce di malattia professionale protocollate nello stesso periodi sono state 32.575, 354 in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Le patologie denunciate sono aumentate solo nella gestione industria e servizi, da 25.161 a 25.767 (+2,4%), mentre sono diminuite in agricoltura, da 6.675 a 6.462 (-3,2%), e nel conto Stato, da 385 a 346 (-10,1%). A livello territoriale, l'aumento ha riguardato il Centro (+1,9%), il Sud (+0,3%), le Isole (+3,6%) e il Nord-Est (+0,4%). Il Nord-Ovest si distingue, invece, per un calo dello 0,6%.

In ottica di genere si rilevano 221 denunce di malattia professionale in più per le lavoratrici, da 8.644 a 8.865 (+2,6%), e 133 in più per i lavoratori, da 23.577 a 23.710 (+0,6%). In aumento sia le denunce dei lavoratori italiani, che sono passate da 30.170 a 30.306 (+0,5%), sia quelle dei comunitari, da 674 a 766 (+13,6%), e dei lavoratori extracomunitari, da 1.377 a 1.503 (+9,2%).

domenica 28 aprile 2019

Incidenti sul lavoro, aumentano i morti. Picco di infortuni nelle città del Sud. Malattie cancerogene: in testa c’è Taranto

Incidenti sul lavoro, aumentano i morti. Picco di infortuni nelle città del Sud. Malattie cancerogene: in testa c’è Taranto



Da Rete nazionale per la sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul territorio

I dati dell'Osservatorio dei consulenti del lavoro sulle statistiche Inail. 
Nel 2018 le vittime sono cresciute del 10 per cento rispetto al 2017. Il rischio di morte coinvolge soprattutto uomini over 54, percentuali in crescita tra stranieri e giovani. Aumentano i morti sul lavoro, soprattutto quando si utilizzano mezzi di trasporto. E in testa alla triste classifica degli infortuni mortali ci sono soprattutto province del Sud: Crotone, Isernia, Campobasso.
 Il primato per malattie cancerogene imputabili al lavoro, invece, è di Taranto, (il 70 per cento dei tumori denunciati è correlato al settore metalmeccanico) seguita da Torino, Napoli e Milano. 
Sono i dati di un’indagine dell’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro sulla base delle statistiche Inail del 2018, svolta in occasione della Giornata mondiale per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro del 28 aprile, promossa dall’International Labour Organization